I matrimoni celebrati con rito civile stanno crescendo anno dopo anno. Nella mia esperienza lavorativa il matrimonio civile ha eguagliato quello di riti in chiesa, poiché sempre più spesso si tratta di una scelta degli sposi e non più un’imposizione dovuta a matrimoni precedenti. Anche il rito simbolico, molto utilizzato da coppie straniere, ora è un’opzione presa in considerazione anche da quelle italiane. Sognato da tanti sposi è il matrimonio sul prato verde, che può avvenire solo se quel luogo appartiene al municipio o se ha determinate caratteristiche. In ogni caso, il permesso alla celebrazione in un particolare luogo dipende dal sindaco della città e dal prefetto di zona.

  CONTENUTO DELL’ARTICOLO

  • MATRIMONIO CIVILE: CONSIGLI IN PILLOLE
  • MATRIMONIO CIVILE: LA MUSICA
  • MATRIMONIO CIVILE: LA SCELTA DELL’UFFICIANTE
  • MATRIMONIO CIVILE: ABITO DA SPOSA
  • MATRIMONIO CIVILE: RITO SIMBOLICO

 MATRIMONIO CIVILE: CONSIGLI IN PILLOLE

  • Sfruttate la libertà offerta dal rito civile per rendere più intima la cerimonia.
  • Ricordate che per la cerimonia civile è possibile avere solo due testimoni in totale.
  • È possibile farsi sposare da una persona cara, ma è necessario preparare per tempo i documenti necessari da fornire al comune dove avverrà il rito.
  • In caso di matrimonio simbolico, scegliete di affidare la celebrazione ad un professionista e con esso definite una scaletta della cerimonia.
  • Studiate con molta attenzione la colonna sonora.
  • In caso di rito simbolico è buona norma far precedere la cerimonia dal matrimonio civile riconosciuto ufficialmente, questo per evitare che qualche ospite si senta ingannato.

matrimonio civile

          MATRIMONIO CIVILE: LA MUSICA

Al di là del concetto ambientale in cui si svolge, il matrimonio civile in sé, se non viene curato nei dettagli, corre il rischio di essere sminuito e ridursi a una semplice formalità. Ciò che manca alla cerimonia in municipio è l’aspetto rituale che contraddistingue il matrimonio religioso.

Nessuno vieta che anche il matrimonio civile venga “arricchito”, ma non esistendo una codifica del rituale, è importante creare attorno all’atto di matrimonio una cornice suggestiva personalizzata sulla coppia. A questo fine giocano un ruolo fondamentale le musiche e le letture. In entrambi i casi, non avendo limitazioni dovute al luogo di culto, è possibile spaziare in ambiti non religiosi. Arriverei a dire che non si tratta solo di una possibilità: evitare brani e testi sacri in municipio è una scelta auspicabile. Il rischio è di “scimmiottare” il matrimonio cattolico. Quindi, bandite durante il rito civile “Ave Maria”, testi sacri e scambio delle fedi pronunciando la formula suggerita dal rito cattolico. Creare una ritualità ex novo non è semplice ed è facile incappare nel rischio di “copiare” ciò che avviene in chiesa. Perciò, suggerisco agli sposi di farsi aiutare nella progettazione della scaletta della cerimonia da professionisti esperti, wedding planner specializzate oppure da celebranti certificati (in Italia ancora poco diffusi).

È possibile, anche nella cerimonia civile, organizzare un corteo di ingresso a patto che il luogo lo consenta e che si tratti del primo matrimonio per entrambi i coniugi. Per l’ordine di entrata valgono le stesse regole già enunciate. In Italia il matrimonio civile può essere celebrato solo all’interno delle mura municipali, quindi vengono solitamente destinate a questo utilizzo sale di pregio o luoghi particolarmente belli. Sconsiglio tuttavia di organizzare un ricco corte nel caso in cui il rito civile rappresenti una scelta obbligata per un precedente divorzio. Il suggerimento non vuole sminuire il matrimonio, ma solo evitare l’imbarazzo che potrebbero provare parenti o amici già coinvolti nel corteo delle prime nozze.

     MATRIMONIO CIVILE: CHI LO CELEBRA

a un matrimonio civile molto curato e molto ben riuscito mi accadde che al termine della giornata, quando tutti si congedavano, si avvicinò a me anche la nonna della sposa per farmi i complimenti per l’organizzazione e per le decorazioni ma soprattutto mi disse:” E poi quel prete è stato così bravo!”. Ovviamente sorrisi e non contraddissi la signora. Riflettendoci sopra capii che probabilmente eravamo stati molto bravi a ricreare “il rituale”.

A un matrimonio civile tra un ragazzo svedese ed una ragazza sarda, la mamma dello sposo scrisse un brano che ancora oggi ricordo e riuscì a farmi commuovere. In quel testo la signora descrisse con elementi della vita quotidiana il matrimonio tra due persone di culture molto differenti e coinvolgendo gli ospiti in un sorriso complice poi suggerì tre parole agli sposi quasi come formula magica: “Si, grazie e scusa”.

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 Il rito civile viene officiato da un ufficiale di stato civile che solitamente è il sindaco o un suo delegato scelto tra gli assessori o dipendenti comunali. Il codice civile italiano, grazie a una norma del 1936, consente la delega della celebrazione del matrimonio a chiunque abbia i requisiti per essere eletto consigliere comunale (cioè a tutti i cittadini italiani maggiorenni). Tale norma ha consentito a numerose coppie di scegliere il proprio officiante tra le persone care. Ovviamente, la scelta dovrà essere guidata dai sentimenti ma anche da un giudizio oggettivo sulla persona, valutando per esempio le doti oratorie e la capacità di domare le proprie emozioni. Quando a celebrare le nozze è una persona cara la cerimonia assume un aspetto molto intimo, a partire dall’introduzione della coppia. Quando organizzo il matrimonio civile  mi interfaccio sempre con l’officiante designato dagli sposi per dare qualche suggerimento e per spiegare i vari momenti del rito. Per rendere più intima e coinvolgente la cerimonia suggerisco sempre agli sposi di chiedere a parenti e amici di scrivere qualche brano che li rappresenti da leggere durante la cerimonia.

         MATRIMONIO CIVILE: I TESTIMONI

A volte ci sono troppi cari e a volte nessuno come nel caso di una coppia romana che per evitare di organizzare un matrimonio civile con centinaia di ospiti ha preferito dileguarsi sul lago d’ Orta per sposarsi in intimità. In quell’occasione, infatti, io e una mia collaboratrice fummo nominate testimoni del matrimonio e il giorno delle nozze, oltre a pensare a fiori, decorazioni e documenti, ci sedemmo per la prima volta al tavolo dell’officiante. Per restare in tema di testimoni, pochi istanti prima del matrimonio di una coppia di miei clienti un funzionario del grande municipio scelto per la celebrazione delle nozze andò a chiedere qualcosa a un’amica russa della sposa, la testimone.

Peccato che la ragazza non capì neppure una parola di ciò che le era stato chiesto e il segretario comunale iniziò a mettere in discussione la possibilità di far fare da testimone all’amica della mia cliente, in quanto non capace di comprendere il testo dell’atto di matrimonio che avrebbe dovuto firmare. Per evitare la delusione della sposa misi tutta la mia buona volontà per trovare una soluzione con il funzionario che fosse gradita anche alla mia cliente. Nell frattempo, qualche membro della famiglia tradusse alla testimone il significato dei codici civili. Per un atto ufficiale questo non bastava e velocemente si fecero firmare i dovuti documenti alla traduttrice improvvisata. La cerimonia, diventata bilingue, si svolse senza intoppi e la testimone rispose correttamente alle domande poste dall’ufficiante.

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Anche nel matrimonio civile è necessario avere i testimoni che firmino il registro, ma a differenza del matrimonio cattolico, che consente di averne sino a tre per coniuge, è possibile designare solo due persone. Purtroppo tale norma genera qualche delusione negli sposi che avevano già pensato alle persone care da promuovere al ruolo di testimoni.

     MATRIMONIO CIVILE: RITO SIMBOLICO

Qualche anno fa una coppia mi contattò per quella che definimmo “mission impossible”. Era agosto e mi trovavo in ferie con la famiglia quando un giorno mi arrivò un sms di una mia collaboratrice: “ci sposiamo l’8 settembre e avremmo bisogno di un aiuto per l’organizzazione del nostro del nostro matrimonio civile”. Lessi velocemente il messaggio e mentalmente rimandai la risposta a quando sarei rientrata un ufficio. Qualche ora dopo, proprio dall’ufficio, stavano già chiamandomi per sapere come volevo procedere. Una lampadina si accese immediatamente nella mia testa e chiesi: “Stiamo parlando dell’8 settembre di quest’anno? Cioè tra venti giorni?”. Il mio timore si trasformo nella certezza che le mie vacanze erano finite.

Chiamai subito gli sposi e fissai un appuntamento. Durante l’incontro avevo appreso il motivo di tanta fretta: gli sposi avevano già organizzato la cerimonia in municipio, la location per il ricevimento e gli allestimenti floreali, ma non era il matrimonio che avevano sempre sognato. A non convincere la coppia era il luogo del rito civile, spoglio, austero e impersonale. Proposi quindi agli sposi di celebrare il matrimonio con il rito simbolico direttamente nel giardino della location. I ragazzi si guardavano e sorrisero: era ciò che cercavano! Il giorno seguente vennero tutti gli ospiti del piccolo cambiamento di programma, accolto da tutti con entusiasmo come sempre avviene quando una cerimonia e banchetto avvengono nella medesima location. In un giorno solo misi in moto la macchina organizzativa e trovai l’officiante, i musicisti e il fiorista. Quest’ultimo, in particolare, si distinse il giorno delle nozze perché propose un allestimento insolito con fiori di loto rosa.

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Il vantaggio del matrimonio civile è di muoversi all’ultimo minuto giocò in questo caso a nostro favore, perché trattandosi di un fiore reperibile pochi giorni all’anno non viene mai messo nei progetti decorativi studiati mesi prima delle nozze. I miei clienti intanto concordarono con il municipio di anticipare il giorno delle nozze e qualche giorno dopo andarono in comune a firmare l’atto di matrimonio, considerando quel gesto solo come una formalità e rimandando le forti emozioni al giorno del grande evento. Trascorse una settimana all’ insegna della rapidità. Studiai un tema che fungesse da filo conduttore per gli allestimenti, realizzai le decorazioni e la mattina delle nozze era già arrivata.

Sul lago il sole splendeva limpido e la temperatura dell’aria era perfetta, gli ospiti attendevano ordinati sulle sedie nel prato e lo sposo carico di gioia cercava di scorgere la barca che trasportava la sua compagna. L’imbarcazione giunse a destinazione e la sposa fece il suo trionfale arrivo. Tutto era perfetto, ogni particolare della festa era come la coppia che lo aveva sempre sognato e lo sposo, sopraffatto da tanta perfezione, iniziò a commuoversi. Pianse per tutta la cerimonia e al momento dello scambio delle fedi a stento riuscì a pronunciare la sua promessa. I ringraziamenti che gli sposi mi fecero al termine del rito simbolico mi riempirono il cuore di gioia mettendo in luce la bellezza della mia professione: essere in parte l’artefice di un sogno fa scordare una vacanza finita prima del previsto.

Quando gli sposi vivono come prioritaria la celebrazione delle nozze in un determinato luogo si può optare per un rito simbolico. Inizialmente il matrimonio civile era ben accetto solo dalle coppie straniere, mentre dagli italiani era vissuto come non autentico. Con il passare del tempo anche qui in Italia gli sposi hanno compreso che il rito ha il valore e la simbologia che gli si vuol dare, indipendentemente da sovrastrutture o imposizioni esterne. Definirei la cerimonia simbolica quasi umanista, perché basata esclusivamente sulle persone e sui loro sentimenti. Tale rito viene officiato solitamente da celebranti esperti che suggeriscono agli sposi quali momenti inserire nella funzione e come scandirli. A differenza del rito civile, che comunque avviene per dare valore legale all’unione, è bene rivolgersi per la celebrazione delle nozze simboliche a qualcuno di esperto, poiché tutto il rito è da creare con gli sposi, senza linee guida già costituite. Nel primo caso, infatti, la letteratura degli articoli del codice civile e l’ atto civile di matrimonio determinano il fulcro del rituale, mentre nel rito simbolico nulla è stabilito a priori.

    MATRIMONIO CIVILE: ABITO DA SPOSA

Per un matrimonio civile e davvero importante indossare un abito da sposa che non abbia troppe pretese, solitamente l’abito da sposa per questo evento deve essere semplice, senza troppi ricami o scollature, il dress code vuole che l’abito da sposa per il matrimonio civile sia come i modelli che seguono:

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